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San Giorgio della Richinvelda

Parrocchiale di San Giorgio martire

IL CAPOLUOGO

 

Il comune capoluogo si trova nel centro del territorio praticamente circondato dalle frazioni.

 

In evidenza: il capoluogo è sede delle maggiori attività ricreative del Comune. Negli anni è stata individuata un’area su cui oggi vi sono concentrate le attività scolastiche riunite nell’unico polo scolastico dedicato a Tarcisio Petracco e le attività sportive e ricreative, che sono inserite in un polmone verde di tutto rispetto. Attiguo al polo scolastico vi è la sede dell’ex asilo infantile, oggi sede della biblioteca civica, della scuola di musica e del sodalizio San Giorgio Insieme. Degna di nota è la bellissima villa costruita nel XVIII dai marchesi Leoni poi passata poi ai Pecile (ancora di proprietà), nei pressi della Chiesa parrocchiale. Emozionante è anche il pozzo storico posto frontalmente alla Chiesa.  

 

Note sulla chiesa parrocchiale: dedicata a San Giorgio Martire, riflette per lo più la cultura ottocentesca, come molte altre dei paesi limitrofi, e indica nel 1800 il secolo di vistosi cambiamenti strutturali.

Il progetto dell'attuale edificio fu realizzato dall'architetto gemonese Girolamo D'Aronco; venne, tuttavia, parzialmente modificato dal prof. Antonio Pontini, noto disegnatore della terra friulana. L'edificio ideato dal D'Aronco rispondeva pienamente ai canoni del neogotico che allora si andava affermando in Friuli e salvava pochi brandelli della preesistente costruzione.

Circa la data della prima antica Chiesa nulla si sa, oltre alla scritta su una delle lesene dell'attuale edificio che trova conferma nei documenti dell'archivio parrocchiale ("Eretta nel IX secolo/questa matrice/venne ricostruita/in sul finire/del secolo XIX").

Negli stessi documenti si legge che la Chiesa fu ricostruita fra il XIV e XV secolo e più volte modificata. Elemento ancora visibile di tale costruzione è il coro che porta in un fornice esterno della cimasa, sul lato sud, la data 1424. L'edificio è stato in seguito ampliato con l'aggiunta dell'abside, nella quale è stato collocato l'altare maggiore con balaustre laterali, costruito in pietra di Meduno e portante la data 1667.

Questo, oltre un secolo più tardi, nel 1789, è stato arricchito dal tabernacolo, di ottima fattura, di pregiati e policromi marmi.

Della vecchia chiesa, ad una sola navata, non sono rimasti che parte dei muri laterali, il coro e l'abside e gli stipiti della porta principale, riposti in opera a coronamento della porta sud della nuova chiesa. Nella lunetta che sovrasta l'architrave, un bassorilievo raffigurante San Giorgio che libera la principessa dal drago è ancora leggibile, seppur consunto dall'usura del tempo, e ricorda le opere di scultori quali Baldassarre e Rigo che operarono nella zona nei primi decenni del 1500.

Improntata alla poetica del neogotico è anche la decorazione a fresco dell'interno, eseguita dal pittore gemonese Francesco Barazzutti nel 1898 che ha qui lasciato una delle sue opere più pregevoli ed unitarie nello stile.

Nella navata sono rappresentati: "eleganti angeli con cartigli entro compassi mistilinei, con Cristo benedicente tra angeli in volo al sommo dell'arco trionfale". 
Nelle vele della volta del coro sono raffigurati i Ss. Giorgio, Stefano protomartire, Isidoro e il Beato Bertrando, quest'ultimo sullo sfondo della chiesetta di S. Nicolò e del cippo che ricorda l'uccisione del Patriarca. Nei primi anni del 1900 la chiesa è stata dotata dell'organo, costruito dalla Ditta Zanin di Codroipo. Negli ultimi decenni del 1900, dopo il sisma del 1976, ha subito lavori di consolidamento e restauro.

KIRCHE SAN GIORGIO MARTIRE



Alte Pfarrkirche aus dem V. Jahrhundert vor Untergang der Langobarden (568 n. Chr.) Im Mittelalter auch "Plebs de Cosa"genannt, wurde diese Ursprung von 15 Gemeinden, von denen vier auf der linken Seite des Flusses Tagliamento lagen - S. Margherita di Rivis, San Martino di Turrida, Sant'Andrea di Grions, San Giovanni Battista di Redenzicco - und elf auf der rechten Seite des Flusses Tagliamento - Valvasone, San Martino al Tagliamento, Arzene, Cosa, Aurava, Barbeano, Provesano, Gradisca, Rauscedo, Pozzo und Domanins.

Diese grosse Kirche zaehlte nicht nur zu den ältesten kirchlichen Bezirken des Friaul, sondern war auch eine große Gebietseinheit mit umfassend, ländlicher Gemeinde, welche dann zwischen den feudalen Domänen Spilimbergo und Valvasone zerbrach.  Es wird vermutet, dass ein Konsortium von Ministern gebildet wurde, um das Lehen von Cosa zur Zeit des der Patriarchen Voldorico aus Aquileia II von Eppstein und des Bischofs von Concordia Gerwin zu stuetzen. Um 1177 staerkte der Patriarch die Grenzen durch Erzeugung der Lehen von Maniago und Spilimbergo.

Einige Rechte und Privilegien der Wahlkreise blieben bis zum Ende der patriarchalen Herrschaft aktiv. In diesem Bezirk gab es die „ius sanguinis“bzw. Todesstrafe, welche vom Lehenherr von Spilimbergo mit Teilnahme der Herrschaften aus Valvasone und der Geschworenen aus San Giorgio auch „di Cosa“ gennant, durchgefuehrt wurde.

Die schwersten Verbrechen wurden in San Giorgio unter der großen Eiche beurteilt. Die Todesstrafe wurde dann im Richinvelda ausgeführt,. Es gab auch das "jus pascendi", ein Recht, das alle Plebani von Cosa besaßen, um auf dem Tagliamento oder in der Prärie, die von den "Dornen von Castions zu den “Eichen von Sequals" geht, zu grasen. Dann gab es noch andere Rechte, wie zum Beispiel Holzhacken im Wald.

Bezueglich der Kirche in San Giorgio, trägt der Pfeiler der Suedfassade die folgende Inschrift: "Erbaut im XI Jahrhundert, umgebaut und vollendet  im XIX Jahrhundert”.

Im Jahr 1169 wurde die Gemeinde Concordia angeschlossen und 1186 wurde diese in

der Liste der Hauptkirchen von Concordia erwähnt.

Die aus dem XI Jahrhundert stammende Kirche wurde im XV Jahrhundert umgebaut und  am 11. Oktober 1537 vom Bischof von Caorle Daniele De Rubeis eingeweiht.

Die heutige Kirche, eine Erweiterung der vorherigen, wurde zwischen 1885 und 1898 im neugotischen Stil nach einem Projekt von Girolamo D’Aronco aus Gemona erbaut und vonAntonio Pintini aus Udine veraendert.

Im Innenbreich befinden sich Fresken von Francesco Barazzutti aus Gemona, die Statue von San Giorgio zu Pferd aus Pappmaché ist das Werk des frühen XX Jahrhunderts.